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Il viaggio di Guglielmo ha inizio nel 1253:poco tempo prima il terrore di un'invasione mongola aveva sconvolto l'europa. gli invasori erano giunti, invincibili, in Polonia, Boemia, Ungheria, sino alle coste dell'Adriatico, seminando distruzione e facendo prigionieri cristiani di mezzo continente. Poi, sono svaniti.
Il frate fiammingo è convinto che sia necessario conoscerli meglio, stabilire relazioni diplomatiche e commerciali, tentare di convertirli.
Per due anni Guglielmo percorre
i territori dell'Asia Centrale, attraversa la regione del Volga e raggiunge Karakorum, la capitale del gran Khan Mangu.
Rientrato in Terrasanta nel 1255, Guglielmo scrive l'Itinerarium: un resoconto ufficiale del viaggio in forma di lettera, una relazione che sfata le leggende diffuse in Occidente sui mostri che popolerebbero le regioni misteriose dell'Asia. E un uomo forte, colto, infaticabile, aperto.
Gli interessano gli usi e i costumi dei Mongoli, le persone che incontra, le discussioni ch
e tiene con loro. Rimane colpito dal loro perenne vagare di nomadi, turbato dall'assenza di città, villaggi e case, spaesato negli orizzonti senza fine delle steppe: "Tutto ciò che vedevamo era cielo e terra..." scrive; "per tutto quello spazio non ci sono né boschi, né alture, né pietre, ma solo ottima erba".
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