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Capire le fessure ne

LANER FRANCO

Capire le fessure nel legno strutturale

PerCorsi

Indice 
1 - riappropriazione culturale e scientifica 
2 - Perché il legno si fessura 
3 - Fessure diritte e inclinate 
4 - Le fessure nel legno lamellare ed altri ricomposti 
5 - Fessure da ritiro progetto e calcolo 
6 - Fessure che preoccupano Bibliografia

Perché il legno si fessura? 
Basta quest’ultima semplice parola, che in ambito costruttivo pare racchiudere in sé tutta la connotazione negativa di un errore, a preannunciare un inevitabile disastro. 
Ma il legno non è un’asettica putrella di acciaio, quanto invece il più vivo dei materiali impiegabili in edilizia. 
Oggi, dopo decenni di monocultura concentrata su cemento armato e laterizio, un rinnovato interesse sta riportando alla ribalta questa preziosa materia prima, rendendo necessario recuperare u na cultura del legno inteso come element o strutturale, piuttosto che come mera decorazione per uno stile finto rustico. 

Un compito tutt'altro che facile, secondo il professor Franco Laner (autore del libro CAPIRE LE FESSURE NEL LEGNO STRUTTURALE - Edizioni Legnoindustria di A&A Ribera), ”perché il lamellare appartiene alla scienza delle costruzioni, mentre il legno alla tecnologia costruttiva”, come a dire che occorre ragionare con nuovi modelli concettuali, valutando il comportamento d’insieme del le strutture lignee e insistendo maggiormente sulla confezione dei nodi invece che sulla sezione degli elementi strutturali. 

In definitiva, avvalendosi più dell’esperienza carpentieristica e delle regole costruttive, che dei calcoli del computer. 
In quest’ottica le fessure del legno vanno lette e interpretate, distinguendo quelle che sono espressione di un vero problema patologico dalle fessure da ritiro, dovute all’inevitabile perdita d’acqua dopo il taglio e quindi semplice fenomeno fisiologico, con il quale va instaurato il comportamento corretto. 

Primo libro della Collana ”Conoscere il legno per progettare e costruire”, il testo di Laner vuole cerca di fare chiarezza proprio su questo tema, onde evitare inutili allarmismi. 
L’opera si presenta come un agile manualetto strutturato in sei capitoli di facile lettura e comprensione, ricchi di esemplificazioni fotografiche. 

Il primo capitolo è una sorta di introduzione generale all’argomento, che partendo da alcune veloci considerazioni storiche sulle vicissitudini del legno come materiale da costruzione, valuta le conseguenze di un decennale abbandono in termini di perdita di conoscenze e di acritica consuetudine nell’applicazione della cultura tecnico-scientifica propria di altri materiali. 

Nel secondo capitolo l’autore si sofferma sulla fisiologia del materiale, dal comportamento nel corso della progressiva disidratazione ai tipi di ritiri e fessurazioni che ne possono derivare, con cui un bravo progettista deve imparare a convivere 
quando non compromettono la sicurezza strutturale. 

Le fessure diritte e inclinate sono il tema del terzo capitolo.Viste come una caratteristica della struttura piuttosto che un difetto a prescindere, le cosiddette imperfezioni (fessure, ma anche nodi e deviazioni delle fibre) vanno considerate sempre in relazione agli impieghi e alle sollecitazioni cui saranno soggette. 

Un discorso a parte è stato dedicato, nel quarto capitolo, al legno lamellare e ai ricomposti, in cui sono tollerabili solo le piccole fessure da ritiro sulla lamella a vista, spesso controllabili con qualche accortezza in più in fase di progettazione. Parlando di calcolo e progettazione si passa al quinto capitolo, dedicato al legno massiccio e al suo utilizzo nelle strutture che, come insegna la tradizione degli edifici storici italiani, sono da ideare con senso della proporzione e dell’armonia più che con il criterio di un ”giusto” dimensionamento.

Le fessure, quelle che davvero sono indice di “qualcosa che non va”, s ono l’argomento del capitolo conclusivo, in cui si presenta una breve, ma interessante casistica frutto della diretta esperienza dell’autore, che non si dimentica di rammentarci che ”il legno è un materiale che assai difficilmente perdona la presunzione e l’ignoranza”. (L.F.)

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Data ultimo aggiornamento: Venerdi' 25 febbraio 2011