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Ogni medico competente esprime centinaia o più spesso migliaia di giudizi in un tempo relativamente breve, generalmente al ritmo di uno ogni quarto d'ora.
Un ritmo quasi da catena di montaggio. E, per certi aspetti, l'efficienza di un servizio di sorveglianza sanitaria si misura principalmente con il numero di giudizi prodotti; spesso anche l'onorario del medico è commisurato a tale numero. Insomma, sembrerebbe un'attività, tutto sommato, di routine, perfino "banale".
Se non fosse che il g
iudizio di idoneità, in fondo, non è altro che l'aspetto emergente dell'attività di sorveglianza sanitaria, la punta di un iceberg, il coronamento di una azione preventiva che prevede l'identificazione e la valutazione dei rischi da parte di un medico consulente del datore di lavoro, il controllo continuo delle condizioni di lavoro, la raccolta e l'elaborazione di dati epidemiologici da usare nella gestione del rischio, nella verifica della validità delle attività di prevenzione, protezione e formazione, in
fine la diffusione di informazioni sul rischio e sulle migliori modalità per prevenirlo.
Insomma, dietro l'apparente facciata di un'attività di routine l'espressione del giudizio di idoneità presenta non pochi aspetti critici.
Di qui l'importanza di questo volume che, oltre ad una analisi comparativa delle modalità di gestione dei giudizi in aziende diverse e alle indicazioni condivise sui principi per la formulazione dei giudizi di idoneità, offre per la prima volta in un testo scientif
ico, un nutrito insieme di storie lavorative e dei relativi giudizi di idoneità.
Si tratta di giudizi formalmente validi ma non "corretti'; nel senso che risultava possibile formulare indicazioni diverse, meglio atte a contemperare le diverse legittime esigenze previste dalle norme in vigore.
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