|
M
Partendo dalla piccola rivoluzione esplosa negli studi archeologici negli anni sessanta, quando David L. Clarke pubblicava il suo Archeologia analitica, Archeologia e semiotica affronta il progetto ambizioso di rinnovare l’orizzonte critico inaugurato da quel volume.
Ramazzotti passa in rassegna le moderne teorie dell’archeologia teorica, analizza i sistemi concettuali all’interno dei quali il frammento e il reperto diventano oggetti dotati di senso e significato nell’ambito di un determinato contesto.
Archeologia e semiotica si confronta così con varie problematiche: dalle concezioni del tempo, sempre mutevoli, che influenzano la lettura del dato, all’attribuzione di significato, analizzando il percorso che va dall’idealismo estetizzante a una concezione del reperto come traccia di un linguaggio estinto. Ramazzotti mostra cioè come si sia passati da un’archeologia del segno a un’archeologia dei segni, assolutamente inscindibile dall’ambito del ritrovamento.
Viene anche messo i
n luce, all’interno di questo percorso, il valore dell’applicazione della semantica strutturalista alla decodificazione di un sito archeologico. Dall’indagine finiscono allora per emergere i maggiori cambiamenti di paradigma che hanno investito le scienze umane nell’ultimo mezzo secolo.
Si scopre così come nel contrasto, di origine
popperiana, tra contesto della scoperta e contesto della validazione, che attraversa la moderna archeologia teorica, riviva in realtà il conflitto tra analitici e contine
ntali che ha caratterizzato il dibattito filosofico del Novecento.
L'autore
Marco Ramazzotti, ricercatore, è professore aggregato di Archeologia e storia dell’arte del Vicino Oriente antico presso l’Università «La Sapienza» di Roma.
|