|
M
Sei grandi filosofi italiani si interrogano sul piú grande tabú del nostro tempo.
Perché tutto finisce?
Esiste una buona morte?
Grazie alla filosofia, l'indicibile ritorna a parlarci. E ritorna a parlarci la vita.
Finalmente, in questo libro, a parlare di morte non sono medici, politici, cardinali: ma filosofi.
La morte moderna, ospedalizzata e tecnologica, ci è stata sottratta. L'esperienza della morte non appartiene
piú, come la percepivamo una volta, agli eventi naturali della vita. E abbiamo
bisogno allora di fermarci a pensare.
Nelle sei interviste di questo libro, la filosofia riprende la parola.
Aldo Schiavone descrive un futuro in cui si sceglierà come, quando e se morire,
Giovanni Reale invoca la giusta misura dei Greci,
Remo Bodei giunge ad ammettere eutanasia ed eugenetica,
Roberta De Monticelli intreccia morte e libertà,
Vito Mancuso traccia una terza via tra indisponibilità della vita e autodeterminazione dell'individuo,
Emanuele Severino giunge alla vertigine di negare la negazione e ad affermare l'eternità dell'uomo.
Se non ritorneremo a concepire la morte, finiremo per dimenticarci di essere vivi.
M
|