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LOPERFIDO-IRTI
La metamorfosi della sofferenza. Suicidio
LOPERFIDO-IRTI, La metamorfosi della sofferenza. Suicidio
LOPERFIDO-IRTI, La metamorfosi della sofferenza. Suicidio
Autore:
LOPERFIDO-IRTI
Titolo:
La metamorfosi della sofferenza. Suicidio
Descrizione:
Editore:
EDB Dehoniane
Data di edizione:
giugno 2005 1^ edizione
Pagine:
168
Dimensioni cm.:
14X21
ISBN13:
9788810807439
Codice:
176984
Collana:
Persona e psiche 0
Prezzo:
Disponibilità:
* Offerta valida 30 giorni (fino ad esaurimento scorte)
€ 10.63
PRODOTTO ESAURITO: non disponibile
Dati aggiornati a giugno 2005
0 - 63 0
Lingua
Italiano
Allegati:
Non disponibile
NON DISPONIBILE
La collana Persona e psiche
Dopo il suicidio di un familiare - Molto spesso il suicidio di un familiare giunge all'improvviso, ingiustificato, senza senso Appare come uno scacco definitivo, un'ingiustizia subìta senza possibilità di appello E per di più i 'sopravvissuti' non sperimentano il suicidio soltanto come gesto di autodistruzione di chi lo compie, ma anche come atto di aggressività nei loro confronti, come ricatto affettivo e morale che li accompagnerà per tutta la vita Si sentono in colpa per non essere stati capaci di cogliere il "grido di dolore" del loro familiare o del loro amico in difficoltà; si percepiscono come persone non altamente significative e importanti per il suicida perché, diversamente, egli non si sarebbe ammazzato e non avrebbe scelto, tra loro e la morte, proprio quest'ultima Il volume affronta la sofferenza generata dal suicidio di un congiunto - la gestione dei pensieri, dei sentimenti, delle reazioni -, privilegiando la narrazione del dolore vissuto, il faticoso percorso cognitivo ed emotivo che i familiari sopravvissuti devono compiere per convivere con l'esperienza di una morte così traumatica e intravedere, infine, una prospettiva di senso In un mondo in cui il suicidio viene annoverato tra le prime dieci cause di morte ed è al secondo posto, dopo gli incidenti stradali, nei giovani tra i 15 e i 24 anni, i 'sopravvissuti' al suicidio di un congiunto costituiscono categorie a rischio particolarmente elevato Decidere in quale modo continuare a essere vivi è un compito che richiede quindi coraggio, creatività, volontà, giorno dopo giorno Il testo non è rivolto unicamente agli specialisti (medici, psichiatri, psicologi) o ad insegnanti ed educatori, ma specialmente ai familiari di chi è morto suicida, ai depressi, a coloro che non riescono ad affrontare il peso della vita e a sopportarne il dolore, a quanti credono sia possibile stare lontani dalla sofferenza, a chi dialoga pericolosamente con la morte, nella speranza di trovare il coraggio per incontrarla al più presto Sommario 1 - Introduzione 2 - Pietro, il figlio Annalisa, la nipote. 3 - I genitori di Alex Titta, la moglie. 4 - Il padre di Matteo 5 - La madre di Matteo Federica, la figlia Gianna, la moglie Maria, la figlia 6 - Conclusione Glossario Bibliografia

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