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LUZI MARIO
Dottrina dell'estremo principiante
LUZI MARIO, Dottrina dell
LUZI MARIO, Dottrina dell
Autore:
LUZI MARIO
Titolo:
Dottrina dell'estremo principiante
Descrizione:
Editore:
Garzanti Libri
Data di edizione:
settembre 2004 1^ edizione
Pagine:
191
Dimensioni cm.:
15x22
ISBN13:
9788811630449
Codice:
170852
Collana:
Poesia 0
Prezzo:
Disponibilità:
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Dati aggiornati a settembre 2004
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Lingua
Italiano
Allegati:
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La collana Poesia
In Dottrina dell'estremo principiante Mario Luzi riesce magistralmente a conciliare gli opposti. La libertà formale si associa al rigore del pensiero. Una lingua preziosamente distillata, molata con cura paziente, sgorga limpida, con felice naturalezza. La lezione dei grandi maestri della tradizione, a cominciare da Dante e Petrarca, si innerva di inquietudini affatto moderne. Il sentimento della materia, la rivelazione della bellezza delle creature, assecondando il respiro delle stagioni, si fanno meditazione sulla realtà profonda delle cose e sulla santità del creato. Una saggezza distillata dall'esperienza erompe con freschezza tutta giovanile. Questa raccolta, dove l'alba e il tramonto s'intrecciano e riverberano in ogni istante, rivela una seducente complessità musicale, modulata per temi e melodie che ritornano e s'inseguono, come in una sinfonia. In questo ampio panorama, che si apre per squarci improvvisi e trova pause di raccolta meditazione, il poeta getta il suo sguardo terso, per cercare di dire - con tutto il pudore possibile - la "maestà del mondo". Persino l'ombra pare illuminarsi, in un cantico che è meditazione sui tempi della vita: quello del cosmo, quello della natura e quello dell'uomo, sempre sospeso tra l'attimo presente e l'eternità, tra il nulla e la pienezza dell'essere, tra il silenzio e la parola. Altrettante forme di perfezione che per un istante paiono coincidere nello spazio preciso e ardente di un verso, di una lirica. ..... L'autore Mario Luzi (Firenze, 1914) è una delle figure chiave della poesia italiana del Novecento. La sua produzione lirica dal 1935 al 1994 è raccolta nei due volumi Tutte le poesie (Garzanti 1999). Presso Garzanti ha inoltre pubblicato la raccolta Sotto specie umana (1999) e La Passione, scritto per accompagnare la Via Crucis della Pasqua del 1999. Intimamente legata all'esperienza poetica è l'attività drammaturgica: il suo Teatro è stato raccolto in un unico volume (nella collana "Gli Elefanti") che comprende le opere pubblicate tra il 1978 e il 1982; i suoi testi più recenti sono Felicità turbate (Garzanti 1995) e Ceneri e ardori (Garzanti 1997). Tra le sue opere saggistiche, si ricordano L'inferno e il limbo (1949), L'idea simbolista (1959), Discorso naturale (Garzanti 1984) e Naturalezza del poeta (Garzanti 1995). Garzanti ha inoltre in catalogo Colloqui. Un dialogo con Mario Specchio, una distesa conversazione in cui il poeta ripercorre il proprio itinerario esistenziale e artistico. Al 1935 risale la sua prima raccolta, La barca, cui è seguito Avvento notturno (1940), testo esemplare dell'ermetismo fiorentino. Foltissima la produzione successiva, che scandisce le tappe e gli sviluppi di un itinerario poetico fra i più ricchi e coerenti del Novecento italiano: Un brindisi (1946), Quaderno gotico (1947), Primizie del deserto (1952), Onore del vero (1957), confluiti con altri versi sparsi in Il giusto della vita (1960), Nel magma (1963), Dal fondo delle campagne (1965), Su fondamenti invisibili (1971), Al fuoco della controversia (1978, premio Viareggio), Per il battesimo dei nostri frammenti (1985), Frasi e incisi di un canto salutare (1990), Viaggio terrestre e celeste di Simone Martini (1994), cui vanno aggiunti i poemetti drammatici inclusi in Teatro (1993) e i testi teatrali Pontormo (1995), Io, Paola, la commediante (1992) e Ceneri e ardori (1997). Tema dominante della poesia di L. è l'angosciosa contrapposizione tempo-eternità, individuo-cosmo. Il discorso che ne nasce (affidato a un pregnante linguaggio analogico) muove da una sorta di limbo lirico verso una realtà carica di presenze, di "altri": questo colloquio col mondo degli uomini e della storia si piega a volte a dialogo familiare, altre volte diventa presa di coscienza del lacerarsi di una civiltà. La sintassi, inizialmente costretta entro moduli chiusi, si accosta via via al parlato fino a raggiungere, da Onore del vero in poi, un singolare equilibrio di recitativo e canto. Ha tradotto da Shakespeare, Coleridge, Racine. Della produzione saggistica vanno ricordati: L'inferno e il limbo (1949), Studio su Mallarmé (1952), Tutto in questione (1965), Vicissitudine e forma (1974), Spazio stelle voce (1992), Naturalezza del poeta (1995).

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